La grande peste del 1630 a Firenze
Leggere:tutti, 01-12-2020, ––
La ricerca storica è un campo insidioso, pieno di trappole e dettagli che non vanno fraintesi o evitati. Una ricerca come questa è una ventata d’aria fresca: schietta, diretta, essenziale e corposa di testimonianze. Senza riferimenti all’attualità da parte dell’autore, i numeri e i fatti presentati sono lampanti nel confronto con la contemporaneità, e i lettori comprenderanno
la sottigtlezza di Benucci che, da bravo fiorentino, sceglie accuratamente ogni termine. Il lessico è particolarmente ricco e descrittivo senza essere necrofilo, la precisione e la puntualità encomiabili. Bel libro, figlio della migliore tradizione novecentesca: semplice e approfondito, con un ottimo apparato d’immagini. Una ricerca storica e veramente scientifica, che smitizza
e mostra la verità dei fatti attraverso le fonti. Ogni confronto con altre situazioni note (dell’poca e precedenti) è perfettamente superfluo: la peste fiorentina del 1630 è un pauroso affresco che getta un’ombra sinistra sull’epoca moderna, con le sue ondate di accentramento del potere che smantellava, allora come oggi, le conquiste democratiche. (Luca Volpe)
La grande peste del 1630 a Firenze