Quando la voglia di morte si trasforma in vita
Toscana Oggi, 17-01-2021, Domenico Mugnaini
Dalla disperazione, quasi dalla voglia di morire, quando risvegliandosi in un letto di ospedale si scopre completamente paralizzato a ventidue anni, alla voglia di vivere e lottare per se stesso ma soprattutto per gli altri. È la storia di Nevio Minici, oggi settantenne, raccontata in Se non puoi camminare… corri! (Mauro Pagliai Editore). Un’autobiografia che l’autore ha deciso di scrivere, spiega, «quando ho saputo di una legge per il “suicidio assistito”. Viviamo in un paese che riconosce i diritti ai disabili ma non li concede, lasciandoli spesso abbandonati a se stessi e alle famiglie. Quando questa legge sarà operativa molti lo faranno per disperazione e
diventerà “omicidio assistito”. Penso ci debba essere data la possibilità di vivere prima della possibilità di morire».
Minici la possibilità di vivere l’ha cercata, l’ha trovata e con una grande forza una nuova vita, migliore di quella precedente (si capisce in quella parte di autobiografia che manca ed è lasciata all’immaginazione di chi legge), l’ha vissuta anche per gli altri. Certo ha avuto anche fortuna nel trovare«belle persone», fare incontri importanti. Sposato, con una figlia, l’autore è stato uno dei protagonisti della nascita del reparto di Unità spinale al Cto di Firenze, ha lottato per i suoi diritti e per chi, senza avere la sua
fortuna, aveva comunque diritto a una vita indipendente, anche se paraplegico o tetraplegico. Diritti che oggi a molti sembrano scontati (anche se vanno sempre difesi) ma che negli anni settanta/ottanta del secolo scorso sembrava impossibile raggiungere. Minici, e altri come lui, hanno dimostrato che invece era possibile vivere una vita normale anche senza muovere alcune parti di un corpo che non rispondeva più ai comandi. Oggi è in pensione, come spiega nelle ultime pagine, ma è pronto a tornare a combattere per far sì che qualche politico non pensi che i soldi spesi per queste persone siano soldi buttati, magari da spendere per aiutare chi sceglie di dire basta.
Se non puoi camminare… corri!