Il terribile spettro di una donna porta Cris a conoscere se stesso
Il Piccolo, 07-05-2020, Paolo Marcolin
Tornare a casa una sera e trovare una donna morta in soggiorno. Ma poi è davvero morta? E come mai al mattino è scomparsa? Uno legge l’incipit di T’insegnerò la notte (Pagliai editore, 283 pagg., 15 euro) e gli pare di essere partito per un viaggio nei territori del realismo magico sudamericano, nei paraggi di certi libri di Jorge Amado in cui vita e morte si mescolano con assoluta naturalezza. Ma poi si accorge di essere a Firenze e nel romanzo di Caterina Ceccuti non ci sono né i colori e le venature arcobaleno della natura brasiliana, né il caldo tropicale a rendere l’atmosfera vibrante e aperta a ogni possibilità. Cris, il malcapitato protagonista dell’inquietante incontro notturno, è un giornalista che assieme all’amico Graziano gestisce una società che si occupa di uffici stampa e la realtà è quella ruvida degli impegni quotidiani scanditi
dalle riunioni, dall’affannarsi per riuscire a guadagnare quel tanto per vivere e per tenere in piedi una rivista cui Cris tiene molto. Perciò l’inquietante e macabra incursione del magico nella sua vita monotona lascia Cris esterrefatto, anche perché la morta non parla e non ha nessuna intenzione di rompere la barriera con il mondo dei vivi. Spiazzato tanto quanto il povero Cris, anche il lettore del romanzo di Ceccuti, giornalista scrittrice fiorentina, si chiede dove si andrà a parare, anche perché la stessa storia tende a ripetersi di nuovo, portando Cris a dubitare della sua sanità mentale. E né l’amorevole presenza di Alessandra, una ragazza con cui aveva avuto una storia molti anni prima ma che alla fine rifiuta, né le visite neurologiche cui si sottopone sembrano poter dare a Cris qualunque sollievo. Solo il fido Graziano lo conforta e lo
accetta com’è, dimostrandogli una solidarietà molto affettuosa. Un affetto che sconfina e conduce i due, tra impervie strade e giravolte sofferte dell’animo, a riconoscere la vibrazione di una inaspettata sintonia emotiva. In questo viaggio dentro se stesso, Cris capirà che la sua vera natura è diversa da quella che, con sforzo inutile e doloroso, si era costruito attorno. Ma ci vorrà un ultimo corpo a corpo con la donna morta, nel quale Cris riuscirà a guardare in faccia i suoi fantasmi, per comprendere finalmente che il posto in cui possa sentirsi al sicuro, quel posto che cerca da tutta la vita, non esiste. Alla luce della verità Cris si rende conto che le visioni che lo tormentavano erano un invito a fare chiarezza dentro di sé e, ringraziando la donna morta che al mattino scompare per sempre, partirà verso la libertà con Graziano. 
T’insegnerò la notte