Il nuovo romanzo di Caterina Ceccuti
Toscana Oggi, 10-05-2020, Antonio Lovascio
È un thriller psicologico, impegnativo, che però di tanto in tanto strappa anche qualche sorriso. Sicuramente mi ha aiutato a passare alcune interminabili giornate al tempo della pandemia. T’insegnerò la notte (Mauro Pagliai Editore, pp. 288, euro 15), il nuovo romanzo di Caterina Ceccuti – dedicato «alla memoria di certi miei giorni» – non risparmia colpi di scena. Affronta con coraggio e delicatezza tematiche di forte impatto sociale come l’omosessualità, la paura di sé, l’accettazione e l’affermazione della propria persona nel passaggio dall’infanzia all’età adulta e, soprattutto, l’amore tra esseri umani al di sopra delle contraddizioni di genere. Caterina lo ha ambientato nel mondo dell’informazione, che è poi la sua realtà professionale. Dal 2006 è infatti giornalista pubblicista e collabora con «La Nazione». Redattrice della rivista trimestrale «Nuova Antologia», ha ideato la rubrica «Spazio Giovani» dedicata agli scrittori della narrativa contemporanea, con interviste, saggi e pubblicazione di testi inediti. Per la Fondazione Spadolini cura la promozione
di eventi dedicati ai giovani. Nel 2013 ha pubblicato il libro Voa Voa!, dedicato alla figlia Sofia, e ha dato vita all’associazione «Voa Voa Onlus» per l’assistenza alle famiglie di bambini afflitti da malattie rare e neuro degenerative. L’editore Mauro Pagliai ha accolto nella collana «Le ragioni dell’Occidente» i suoi primi romanzi: La generatrice di miracoli (che nel 2015 l’ha portata a vincere il Fiorino d’oro per la narrativa nella XXXIII edizione del Premio Firenze) e Le geometrie dell’amore (2017). E ora questa storia intensa, sviluppata in T’insegnerò la notte. Caterina Ceccuti la spiega così: «Se riuscissimo a immaginare la sostanza di cui siamo fatti come pura energia, liberandoci dal pesante involucro di carne e sangue che ne costringe i confini e ne limita la libertà di azione, allora le possibilità di espressione dell’amore che saremmo in grado di scambiarci reciprocamente sarebbero infinite. Al di sopra di qualsivoglia stereotipo di genere, culturale, religioso. Questo romanzo è il mio tentativo di comunicare al mondo il bisogno che tutti inconsciamente condividiamo
di spogliarci del “vestito di carne” – come lo chiama uno dei protagonisti del romanzo – e avere il coraggio di metterci a nudo, imparando a conoscere noi stessi per quello che siamo realmente». In effetti Cris, Graziano e Alessandra sono i protagonisti di un intreccio di normale affettività, dove in realtà niente è dato per scontato. Cris e Alessandra sono una coppia, ma lo spettro di una donna morta che compare nell’abitazione del giovane giornalista fiorentino spariglia le carte. Sarà Graziano, suo amico d’infanzia e vice direttore nell’ufficio stampa che dirigono insieme, ad aiutarlo nel mettere in atto la dolorosa ma necessaria strategia per liberarsi del suo demone. E passando dalla notte a un nuovo giorno, nulla sarà più come prima. Sensazione che riporta la scrittrice fiorentina a ricordare quando aveva vent’anni o poco più, frequentava la facoltà di giornalismo e, come molti altri studenti, anche lei faceva nottata. Però non per studiare (preferiva farlo di giorno, magari per 12 ore filate), piuttosto per essere tra i primi a iscriversi agli esami.
T’insegnerò la notte