Morandi e le storie di vita e passione dell’inviato speciale
La Nazione, 11-07-2019, Titti Giuliani Foti
«L’inviato speciale? È sempre nato ieri. Fidati degli odori e degli umori. E verifica gli odori e gli umori». Le tre regole d’oro del giornalista e scrittore Egisto Corradi, le riporta Giovanni Morandi nel suo bel libro di memorie appena pubblicate col titolo «Il giornale fatto coi piedi. Storie di un inviato speciale» (Mauro Pagliai Editore, pp. 256, 12 euro) che sarà presentato in anteprima oggi alle 18 nel Caffè Letterario del Teatro Niccolini, in via Ricasoli. Con l’autore interverrà Antonio Pagliai, curatore del ciclo d’incontri.
Giovanni Morandi, fiorentino, è editorialista del «Quotidiano Nazionale », dopo aver diretto «Il Giorno», «Il Resto del Carlino» e lo stesso «QN». Corrispondente da Mosca negli ultimi anni dell’Urss, ha assistito, unico giornalista straniero, allo storico ammainabandiera avvenuto il 25 dicembre 1991 al Cremlino. Ha firmato reportage di guerra da Medio Oriente, Africa, Libano e Balcani, e le sue inchieste entro i confini nazionali hanno dato origine a libri di successo come «La beffa di Modigliani». Questo suo ultimo lavoro è un lungo
e avvincente diario che inizia nel 1976, quando è assunto a «La Nazione» per occuparsi del mondo universitario, e arriva fino ai giorni d’oggi. Un libro che ogni giornalista dovrebbe avere per una storia emblematica che ricorda gli anni d’oro, quando le redazioni erano chiassose, ingombre di macchine da scrivere e posaceneri, ma soprattutto quando i giornalisti partivano e consumavano le scarpe piuttosto che trascorrere le ore davanti a un computer. Per inventare quello che è stato e rimarrà nella storia «Il giornale fatto coi piedi».
Il giornale fatto coi piedi
Storie di un inviato speciale