Attentato degli jihadisti a Santa Maria del Fiore. Per fortuna è un romanzo
Libero, 23-09-2018, Mario Bernardi Guardi
Scenari terribili. Odio e devastazione, sangue e morte. Nomi che sigillano la memoria per sempre: Charlie Hebdo, il Bataclan, Nizza e il suo radioso lungomare, Berlino e il calore dei mercatini di Natale… Immagini da incubo. E una pena sorda che continua a piagarti l’anima. Che cosa potranno ancora partorire i furori dell’islamismo radicale? Tutto potrebbe accadere. Anche un attentato alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore, meraviglioso emblema del
Rinascimento fiorentino? Ebbene, nel romanzo di David Leone («Allah è grande, Firenze arde », Mauro Pagliai Editore, pp.165, euro 10), c’è chi coltiva questo obbiettivo. In nome del Jihad, la guerra santa contro gli infedeli. Anzi gli impuri. Perché per Zaahid e Jamaal, approdati a Firenze in tempi diversi dalla Siria dilaniata dalla guerra ed entrambi accolti con casa e lavoro, l’Occidente è impuro. È impuro il suo materialismo sfrenato, il suo
culto del potere, del denaro, del sesso, sono impure le sue donne che girano seminude per le strade e sembrano volersi offrire sfrontatamente a tutti. Bisogna dire no a queste sacerdotesse di Satana. E Jamaal, lo fa, difendendo la sua castità, come Corano comanda, da una bella e disinibita ragazza brasiliana: per il resto, però, cerca di integrarsi. Mentre Zaahid vuole marchiare col fuoco il volto di Firenze, dell’Occidente e della Cristianità…
Allah è grande, Firenze arde