Parole come carboni ardenti
Corrispondenza, 06-07-2018, Silvano Sassolini
Nel numero precedente di questo periodico avevamo dato notizia di un altro lavoro dell’A. ? Bellezza del gaudio evangelico. Al centro della vita cristiana, uscito nel 2017 sempre per i tipi dello stesso editore ? dove, partendo da una riflessione sull’Esortazione di papa Francesco Evangelii gaudium del novembre 2013, si invitava la Chiesa a farsi samaritana, luogo di incontro e di frontiera, e a essere necessario fermento in scenari segnati da una convulsa modernità e dalla globalizzazione.
Con questo nuovo testo l’A. torna alle amate pagine neotestamentarie e soprattutto al verbo paolino già indagato e proposto in precedenti pubblicazioni. Questa volta, però, non si tratta di interpretazione dotta delle Lettere e se si troveranno alcuni accenni alla storia dei documenti presentati, questi vanno considerati come elementi necessari per contestualizzare
gli scritti e facilitarne la comprensione. Scopo dell’A. è piuttosto quello di invitare il lettore alla frequentazione della Parola, alla sua accoglienza, a comparteciparla, in ultima analisi ad “abitare la Parola” che è il concetto intorno al quale ruota il presente saggio.
Il verbo “abitare” rimanda a una casa dove si sta bene e ci si sente protetti e, nel nostro caso, vorrebbe richiamare l’accoglienza e il riposo che si trovano in compagnia della Parola. “Venite e vedete”, fu la risposta di Gesù ai discepoli del Battista che gli avevano chiesto dove abitasse (Gv 1, 38-39). L’invito del Signore è ancora e sempre lo stesso: c’è da andare per incontrarlo e dare inizio a una nuova avvincente avventura.
I testi paolini presentati sono fra quelli cronologicamente più vicini ? ancora prima dei Vangeli ? all’esperienza storica del
Nazareno: diversi passi della Prima Lettera ai Tessalonicesi, alcuni dalla Prima ai Corinti, un passo dalla Seconda e uno dalla Lettera ai Galati. Questa breve incursione nell’epistolario paolino arriva però al centro del lascito neotestamentario. In brevi ed agili capitoli passano davanti ai nostri occhi i complessi, eterni, problemi dell’uomo per i quali il cristianesimo avanza le proprie risposte. Valgano gli esempi sul destino ultimo di morte e di resurrezione, sul “folle” e dirompente ? allora e oggi ? inno della carità, sul mistero dell’incarnazione di Gesù.
Temi centrali, come si vede, del messaggio cristiano, ma questi testi sono pressoché sconosciuti a molti cristiani adulti e rendono perciò quanto mai urgente, necessaria e doverosa l’opera di alfabetizzazione biblica (che sembra sottovalutata anche da una parte del nostro clero).
Parole come carboni ardenti
L’emozione di incontrare Gesù con la guida dell’Apostolo Paolo