Tassi, una vita ‘tra pittura e bordello’
La Nazione, 18-03-2018, ––
«Tra pittura e bordello»; è dedicato alla vita, vera, di Agostino Tassi il bel libro della studiosa Maurizia Tazartes, apprezzata storica e critica d’arte, uscito per Mauro Pagliai Editore. Agostino Tassi, eccezionale pittore di paesaggi, architetture e scenografie, uno dei migliori nella Roma del Seicento, è un nome ben conosciuto a Pisa per un’altra ragione. Egli fu difatti accusato e condannato per lo stupro di Artemisia Gentileschi, la pittrice figlia di Orazio (anch’egli pittore e appartenente alla cerchia di Caravaggio) e autrice di meravigliosi dipinti, molti dei quali acquistati dalla Fondazione Pisa ed esposti al Palazzo Blu.
Propri qui, nel 2013, fu organizzata una mostra dedicata a questa straordinaria e unica rappresentante della pittura italiana del Seicento, e nell’occasione la stessa autrice del libro in oggetto ebbe modo di raccontare le pieghe delle stupro che Artemisia subì dal Tassi e che ora trova posto nel sesto capitolo.
«Agostino era un seduttore inarrestabile – scrive l’autrice –. Non gli erano bastati né il processo per incesto con la giovane cognata, né la frequentazione delle prostitute
romane, con cui conviveva alla Lungara. Aveva posato gli occhi sulla attraente Artemisia, ragazza libera per i tempi, florida e provocante, già ottime pittrice».
Tassi, ricorda l’autrice, era uno dei pochi che potesse frequentare Artemisia perché le dava lezioni di disegno e prospettiva. «Anch’ella si era invaghita di lui – scrive l’autrice – non tanto per la sua abilità di pittore, ma perché era suo maestro di disegno». Lo stupro avverrà il 6 maggio 1611 e, con la complicità di una vicina di casa, Tassi commette la violenza su Artemisia che, per questo, lo porterà a processo.
Nel libro della Tazartes sono riportati atti e testimonianze del processo che la giovane intentò al Tassi, già condannato per incesto ( nel 1619 ci ricadrà). Viene fuori il carattere di una donna determinata e fuori dal suo tempo: «la ragazza era sveglia, forte, sapeva difendersi, rispondere, sopportare non solo le varie visite ginecologiche, ma anche la tortura alle nani per farle confermare, tra atroci dolori, la sua verità. E lei non aveva ceduto, aveva ribadito la violenza, rischiando di rovinarsi le dita delicate».
Molti altri
sono i capitoli accattivanti del libro «Tra pittura e bordello. La vera vita di Agostino Tassi», scritto come un romanzo, ambientato nel contesto storico in cui il protagonista visse attraverso fatti reali, ripresi da documenti del tempo, epistolari e carte d’archivio.
Il libro principia dalla fine, da una sera d’autunno del 1643, mentre il Tassi a 65 anni viene «dipinto» dalla penna di Maurizia Tazartes in una atmosfera di profonda malinconia: « Sdraiato sul letto, vedeva Roma e i suoi tetti. Pensava ai vicoli, alle taverne, alle donne. Ai suoi grandi e piccoli dipinti, fatti per la crème romana». Come gli affreschi con Figure esotiche eseguiti con Giovanni Lanfranco e Carlo Saraceno nella Sala Regia del Palazzo del Quirinale, o come il Concerto Musicale con Apollo e le Muse realizzato con Orazio Gentileschi per Palazzo Pallavicini-Rospigliosi. Di esse sono raccolte nel volumetto anche alcune riproduzioni. Fra i libri più recenti di Maurizia ci sono «Artemisia ‘tintora’ romana» (Sillabe 2013), «Orazio Gentileschi ‘astratto e superbo toscano’» (Mauro Pagliai 2016), «Artemisia Gentileschi» ( Skira 2013).
Tra pittura e bordello
La vera vita di Agostino Tassi