In Corea non strappate le pagine con Kim Jong Un
La Repubblica, 08-04-2018, Valeria Strambi
Sul volo da Shanghai a Pyongyang si possono fare due cose: guardare un cortometraggio patriottico con concerti e parate o leggere The Pyongyang Times, settimanale in inglese che tesse le lodi del governo e si scaglia contro Trump. Attenti però a non piegare, sporcare o rompere una pagina con la foto del leader supremo Kim Jong Un: non sarete arrestati o uccisi, ma se il danno è intenzionale tutto cambia. È un diario di bordo
che attraversa uno degli Stati meno conosciuti e più temuti al mondo quello che Federico Giuliani, 25 anni, di Pescia specializzato in Strategie della comunicazione all’Università di Firenze, traccia in Corea del Nord. Viaggio nel paese-bunker. Il libro racconta un Paese pieno di contraddizioni e vuole sfatare dei miti. «Qui non ci si può spostare senza essere scortati da due guide, non si possono scattare foto a militari
o persone che lavorano e i ritratti dei leader presenti nei musei d’estate sono rinfrescati da un ventilatore e d’inverno riscaldati da una stufa - racconta - ma è vero anche che esistono i cellulari e un Intranet senza social network, ci sono le auto del ‘nemico’ giapponese e sudcoreano come Nissan e Hyundai. Non è vero che i film stranieri sono vietati e i cittadini sono liberi di fare gite nel verde...».
Corea del Nord
Viaggio nel paese-bunker