Tassi, l’anticipatore del «romantico»
Il Giornale, 30-12-2017, Emanuele Beluffi
Maurizia Tazartes riscopre un talento esagerato e vizioso del Seicento

Agostino Tassi, «lo smargiasso con la spada», ospite più volte in vita della “preggione”, fu un genio? Il libro Tra pittura e bordello. La vera vita di Agostino Tassi (Mauro Pagliai, 2017) della storica dell’arte Maurizia Tazartes ci dà una risposta esponendo quello che veramente conta nella vita e nell’opera di un artista: il suo lavoro, che nel caso del Tassi fu grandioso. Nato a Ponzano Romano nel 1580 e morto a Roma nel 1644, frequentatore di lupanari e osterie, il Tassi non fu solo
colui che violentò Artemisia Gentileschi (tutt’altro che una verginella pia), ma anche e soprattutto l’esecutore di commissioni di granduchi e cardinali, insuperato artefice di marine e «grottesche» e trompe l’oeil, specialista del «capriccio» in pittura e anticipatore della Metafisica e addirittura dello stile romantico. Pittore ricercatissimo dalla créme romana di papi, vescovi, cardinali e ricchi signori disposti a sborsare fior di quattrini purché lavorasse per loro, scenografo, imprenditore e capocantiere affermato, se anziché andare a puttane
avesse fatto il secchione, avrebbe costretto i soloni della storia a riservargli un posto in prima fila: parlano per lui mirabili imprese artistiche come Il concerto musicale con Apollo e le Muse di Palazzo Pallavicini-Rospigliosi o la strabiliante Sala dei palafrenieri di Palazzo Lancellotti a Roma.
Il libro di Maurizia Tazartes inizia come la scena di un film, dalla sera di un autunno romano 1643 con Tassi malinconico e malato a letto e la mente rivolta al glorioso e scombinatisssimo passato e prosegue per «blocchi» temporali, come se nella lettura ci accompagnasse la voce del pittore.
Tra pittura e bordello
La vera vita di Agostino Tassi