Fatti e misfatti dei venditori di medicine
Toscana da Leggere, 26-04-2017, Francesco Giannoni
Nelle sale d’attesa degli ambulatori medici, gli informatori del farmaco sono più croce che delizia. L’Autore è stato uno di loro. Ci narra casi e vicende di una professione e di un ambiente, quello delle case farmaceutiche, attraversati da non poche zone d’ombra.
È un libro completo: dalla struttura di una impresa tipo, la sua organizzazione, il suo organigramma, i corsi di formazione impartiti con precise ritualità, alla vita in azienda, con orari che scandiscono un
tran tran pari a quello di qualsiasi altra azienda. Poi le rivalità, le invidie, gli odi fra i vari informatori che ogni tanto si ritrovano, dalle rispettive regioni di provenienza e di lavoro, per i meeting, i “maledetti meeting”.
Quindi, il comparaggio e la corruzione (il caso Poggiolini insegna molto, se non tutto), la ricerca del funzionario ministeriale, che possa ‘compiacere’ e far entrare il farmaco nel prontuario dei farmaci prescrivibili. Infine i medici, alcuni normali,
altri mediocri e poi le due nicchie agli estremi: i grandi (anche da un punto di vista umano) e i riprovevoli (anche da un punto di vista umano).
L’ultimo capitolo, intitolato Amarcord, è dedicato ai ricordi, belli, brutti e divertenti, di una professione che l’Autore giudica in via di estinzione.
Libro chiaro ed esauriente, scritto da un Autore che unisce il pregio della cognizione di causa a uno stile piacevole e divertente (per quanto possa esserlo l’argomento trattato).
Fatti e misfatti dei venditori di medicine