Misticismi e orrori nel Gulag del mar Bianco
QN - Il Resto del Carlino - La Nazione - Il Giorno, 22-04-2017, Giovanni Morandi
In mezzo al mar Bianco, ai margini del Polo Nord, ci sono le isole Solovki, terre per secoli disabitate e da sempre tormentate dalle tempeste di ghiaccio e neve. Poi, nel Cinquecento, furono scelte dai monaci ortodossi per costruirvi un monastero e fu proprio quel luogo di fede ad essere scelto dopo la
rivoluzione russa come inferno per i confinati nei gulag. Una storia terribile che ci viene raccontata da Francesco Bigazzi ne “Il primo Gulag, le isole Solovki” (Pagliai Editore). Quel che traspare dal libro è il contrasto tra il solenne misticismo di quel luogo e la catena di orrori
che seguì all’istituzione dei campi di rieducazione inevitabilmente destinati a diventare modello dei campi di sterminio. Un passato che, come nelle migliori pagine della letteratura russa, descrive l’abbrutimento che genera la forza incontrollabile del mistero del male.
Il primo gulag
(Le isole Solovki)