Una monografia di Tazartes dedicata a Orazio Gentileschi
Il Tirreno, 06-06-2016, ––
È arrivata in libreria una monografia sul grande pittore pisano “Orazio Gentileschi ‘astratto e superbo toscano’”. Autrice, la storica e critica d’arte Maurizia Tazartes, l’editore Mauro Pagliai (Firenze 2016, pp. 175). È la prima monografia, dopo quella inglese di R.Ward Bissell del 1981.
Orazio Lomi Gentileschi, sottile pittore della luce in ambito caravaggesco, aveva sinora sofferto della grande popolarità della figlia Artemisia, che
l’aveva relegato in secondo piano. Invece, era stato il suo maestro, e di valore. Purtroppo il carattere cupo, arrogante e orgoglioso aveva contribuito a renderlo poco simpatico ai suoi tempi. Eppure Orazio, nato a Pisa nel 1562 (e non nel 1563, come sinora si credeva) fu un artista di rilievo, ricercato dalle corti europee francese e inglese, dove soggiornò e lavorò a lungo per morire a Londra nel febbraio del 1640. Dopo un primo apprendistato a Pisa, nella bottega famigliare,
giovanissimo andò a Roma, dove si impose come uno dei pittori emergenti tardo-manieristi. L’incontro con Caravaggio rivoluzionò totalmente la sua pittura, che da quel momento si ispirò al “naturale”. Ma, da buon toscano, non dimenticò il disegno né il valore della luce, nitida e chiara, a differenza del grande lombardo.
Un capitolo interessante è quello dei rapporti burrascosi con la figlia, a suon di litigi e addirittura botte.
Orazio Gentileschi
“Astratto e superbo toscano”