L’Oriana furiosa d’amore e passione
Conoscere la Storia, 11-04-2016, Mario Bernardi Guardi
Una vera “tigre reale”, Oriana Fallaci. È così che vien fatto di ripensarla a dieci anni dalla morte. Appassionata, furiosa nell’amore, nell’odio e nella difesa del suo “territorio”. E il suo territorio era l’Occidente. Quello, “classico”, della libertà, della democrazia, del progresso. Oriana non ha dubbi, parte in quarta con le sue idee e i suoi anatemi, non la ferma nessuno. L’Occidente, grida senza ricorrere agli eufemismi, è minacciato a morte dall’Islam. Ed è pavido, imbelle, pronto alla resa. A partire dai politici e soprattutto dagli intellettuali. Quelli che la trattano come una fanatica seminatrice di odio da tenere alla larga: Nencini (viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti) e Gnocchi
(responsabile delle pagine culturali del “Giornale”), raccolgono in proposito documenti e testimonianze. Oriana è la più famosa giornalista del mondo; è stata un vero e proprio “soldato” in teatri di guerra come il Vietnam, la Cambogia, il Libano; ha rischiato la morte nel 1968, in Messico, alla vigilia dei Giochi olimpici, durante una manifestazione di protesta degli universitari contro il Governo; ha intervistato protagonisti del Novecento come Indira Gandhi e Khomeini, Castro e Kissinger, Gheddafi e Hailé Selassié; ha raccontato da testimone, urlando di orrore e di dolore, la tragedia delle Torri Gemelle. Eppure, negli ultimi anni della sua vita, l’intellighentia la tratta da islamofoba, arrivando a dire che il cancro, l’”alieno”
che le sta corrodendo il corpo, probabilmente le ha sconvolto il cervello. Ma lei, che la storia del Novecento l’ha vissuta sulla pelle, da quando, ragazzina, faceva la staffetta partigiana nella sua Firenze (patria amata e ingrata), non demorde, ribatte colpo su colpo e tutto quello che ha dentro lo rovescia addosso ai suoi contraddittori. Esagerava? Sbagliava? Stravedeva? Il suo odio per l’Islam era davvero soltanto un’ossessione che le impediva di riflettere su ardui, ma non impossibili, scenari di collaborazione e di pace? Be’, quel che avviene intorno a noi lo vediamo e ognuno può giudicare. In ogni caso, vale per Oriana, donna e femmina, la bella immagine spagnola dell’hombre vertical che, fiero e dignitoso, difende le sue idee fino alla morte.
Il fuoco dentro
Oriana e Firenze