Giovanni Boccaccio e le donne
La Nazione, 31-07-2016, Guglielmo Vezzosi
Lo studio. Riflettori sulla società medievale e la figura femminile

Cosa avrebbe pensato Giovanni Boccaccio della festa della donna? Certamente alcune conquiste del gentil sesso in campo politico, sociale ed economico sarebbero state impensabili nell’Europa del ’300, tuttavia l’autore del ‘Decamerone’ dedicò particolare attenzione alle donne restituendone nelle sue opere un’immagine inedita e ancora oggi studiata. Lo spiega Monika Antes nel saggio «Giovanni Boccaccio e le donne, in uscita per i tipi di Mauro Pagliai nella traduzione italiana di Riccardo Nanini. La ricercatrice tedesca, una
delle più importanti studiose di Dino Campana e della letteratura tra 800-900, ha dedicato diversi saggi a grandi figure nella storia del pensiero occidentale. Il suo nuovo saggio è incentrato su Boccaccio, partendo da un’analisi della società medievale toscana e prendendo in esame l’Elegia di Madonna Fiammetta, il Corbaccio e il Decamerone per mostrare differenze e analogie tra le figure femminili narrate. Ripercorrendo la biografia dell’autore emerge un’evoluzione complessa del suo rapporto con la donna, in cui ammirazione e rispetto si alternano a punte di radicale misoginia. Infatti, se lo stesso Decamerone
è dedicato proprio alle donne, interlocutrici privilegiate dell’opera, il Corbaccio, scritto della maturità, fa un ritratto feroce delle cattive abitudini femminili e dei vizi amorosi che possono celarsi dietro l’aspetto bello e seducente. «Le donne che Boccaccio ci presenta – spiega l’autrice – vivono e agiscono in un mondo dominato dagli uomini, eppure riescono sovente a essere autonome e a compiere libere scelte. Non manca tuttavia nemmeno la donna sottomessa o che finisce per asservirsi al mondo maschile, anche se in questi casi risulta sempre, da qualche parte, una critica implicita».
Giovanni Boccaccio e le donne