Una mosca turchese, in un lungo volo tra Italia e Turchia
Europa Vicina, 01-10-2015, Marina Burei Orlandini
Tessere di vita vissuta a comporre un mosaico di usi, costumi e tradizioni di un Paese, la Turchia, che sta progressivamente cambiando ed in cui l’anima laica si scontra sempre più spesso con quella islamica. Non un romanzo autobiografico, ma nemmeno un saggio, il libro “Una mosca turchese” di Donatella Piatti, editore Mauro Pagliai, si legge con piacere e curiosità e, capitolo dopo capitolo, immerge il lettore nella conoscenza di un mondo che al turista, spesso frettoloso, in gran parte sfugge. Una narrazione agile, garbata, impregnata di intelligente umorismo critico e talvolta di scanzonata allegria, ma anche,
qua e là, di dolente consapevolezza che la Turchia laica voluta da Ataturk forse sta dissolvendosi. L’atmosfera suggestiva dei bagni turchi con i suoi antichi rituali; le tradizioni legate alle numerose feste islamiche così diverse ma non meno coinvolgenti di quelle occidentali; i rapporti con gli stranieri là residenti; la cucina tanto allettante; i frequenti e molto interessanti riferimenti linguistici per lo più attinenti al lessico quotidiano che, come in ogni idioma, è espressione di un preciso modo di concepire i rapporti relazionali all’interno e fuori del nucleo familiare; la “strana”
e per noi incomprensibile festa della circoncisione; tutto si inquadra in un affresco variopinto in cui ogni entità prende forma e consistenza fino all’epilogo triste in cui lo sguardo della scrittrice si vela di una dolente e profonda malinconia. Questo è “Una mosca turchese” un libro che piace, fa riflettere e soprattutto un libro attuale, specialmente ora che le contrapposizioni fra stili di vita laici occidentali e le tentazioni integraliste islamiche prendono sempre più forza nella Turchia di oggi e danno corpo ai fantasmi che nelle pagine del testo aleggiano onnipresenti.
Una mosca turchese
Un lungo volo tra Italia e Turchia