La guerra, le spie in Vaticano e un paio di sci rubati al papa...
La Nazione, 24-01-2016, Guglielmo Vezzosi
Un libro di memorie, o meglio un libro di memorie che si intrecciano con la grande Storia svelandone aspetti inediti, curiosi e intriganti da leggere. Una storia che punta i riflettori su una famiglia di ebrei tedeschi, minacciata dalla furia nazista e divisa tra la Germania e il Vaticano. Avvincente come un romanzo è il libro «Le orecchie del Vaticano» (Mauro Pagliai editore) di Bruno Bartoloni. L’autore è un giornalista che vanta un’esperienza unica e irripetibile,
per 45 anni vaticanista per l’Agenzia France Presse e a sua volta figlio di un giornalista italo-argentino che fu il pioniere dei vaticanisti fin dagli anni Venti e di una madre ebrea tedesca: il libro rende ragione dei ricordi di famiglia e di lavoro del padre fondendoli con quelli del figlio in un percorso che si intreccia con la vita e i segreti del Vaticano e dei suoi protagonisti, fino ai giorni di Benedetto XVI. Dagli anni di guerra – con le spie tedesche che controllavano
i telefoni di Pio XII e le riserve alimentari nascoste sotto la Cappella Sistina – fino alle imprese dell’autore, che è stato arrestato dai gendarmi sulla porta del Conclave e che per primo ha dato l’annuncio del Concilio, che ha viaggiato da clandestino in aereo con Paolo VI, che ha intervistato al telefono Giovanni Paolo I appena eletto e che ha rubato gli sci a Giovanni Paolo II (e poi li ha restituiti)... Da leggere: sarà una scoperta continua.
Le orecchie del Vaticano