La storia della Fiorentina e il duello infinito tra Federer e Nadal
CorrieredelloSport.it, 16-01-2015, Massimo Grilli
Il tram va allo stadio - come indica il cartello - ma è stracolmo, impossibile trovare posto. Il bambino però non vuole perdere la corsa e prova a salire, aggrappandosi ad una maniglia esterna. La fotografia è in bianco e nero, tranne che per il colore del cappotto del bambino, viola. Quando si parla di calcio a Firenze, non esistono altri colori perché, come disse Indro Montanelli «uno non può dirsi toscano se non ha a cuore Firenze e la Fiorentina». Annunciato da una affettuosa prefazione di Mario Sconcerti - che con l’autore condivise l’esperienza di far parte della dirigenza della società
sotto la presidenza di Vittorio Cecchi Gori - il libro di Massimo Sandrelli è un viaggio sentimentale nella storia della Fiorentina. Ottant’anni di vittorie speciali e cocenti delusioni, di campioni straordinari e di speranze spesso tradite, di scudetti strappati (2) agli squadroni del Nord e di delusioni inimmaginabili, come ai tempi del fallimento e della successiva ripartenza dalla C2. Dalla nascita (in maglia biancorossa!) nel 1926, con la fusione voluta dal regime fascista tra la Palestra Ginnastica Libertas e il Club Sportivo fino all’arrivo dei fratelli Della Valle, capaci di riportare la Fiorentina nel giro delle
grandi della serie A, il romanzo di un rapporto mai interrotto tra la squadra e la città e il racconto di una lunga emozione rivissuta attraverso le testimonianze di giocatori, allenatori, dirigenti, colleghi, tutti incontrati da Sandrelli durante la sua lunga militanza giornalistica. Ne esce un libro appassionante, dove non mancano - per il tifoso viola - motivi per divertirsi ma anche per arrabbiarsi. Perché «il fiorentino - scrive l’autore - critica senza tregua, con una pistola a proiettili d’ironia in una fondina di sarcasmo. Essere tifosi della Fiorentina ne è la proiezione naturale».
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