La giovinezza è... affidarsi alla gioia sulla scia di La Pira
L’Avvenire, 09-01-2014, Maurizio Schoepflin
Nell’ottavo capitolo del suo Vangelo, San Luca racconta che quando l’uomo geraseno che Gesù aveva liberato dai demòni chiese al Signore di rimanere con lui, Egli lo congedò dicendo «Torna a casa e racconta quello che Dio ha fatto per te». L’evangelista non tralascia poi di narrare che quegli «se me andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù aveva fatto per lui». In queste parole, tanto brevi quanto significative, è racchiuso il senso profondo del bel volume che Riccardo Clementi ha di recente mandato in libreria: l’incontro con Cristo cambia radicalmente la vita e chiede di essere testimoniato senza indugi. Scrive l’autore: «Questo libro è un atto dovuto. Un piccolo e indegno gesto di gratitudine nei confronti dell’infinito amore con cui Dio mi ama, nonostante i miei ripetuti tradimenti. Sono un povero uomo,
eppure Gesù fa una storia grande anche con me. È per questo che, più che parlare della mia miseria, ho sentito il bisogno di dare voce alla grandezza di Dio». Maturato nell’ambiente educativo che prende origine e linfa vitale dal messaggio di Giorgio La Pira, Clementi ha voluto rendere lode e testimonianza a quel Dio «giovinezza dell’umanità» che gli ha colorato la vita, facendo ricorso agli strumenti della sua professione di giornalista e comunicatore: da questa scelta è scaturito un libro piacevole e profondo nello stesso tempo, finalizzato a dimostrare che la libertà e la felicità sono i doni che il Signore reca a chi gli apre l’anima e lo accoglie nella propria vita. L’autore si sofferma a commentare settanta brani del Vangelo di San Matteo, sino a comporre il quadro di una fede giovane in un Dio giovane, la fede di chi ha sperimentato lo sguardo
amoroso di Cristo: «Mai - afferma Clementi - i suoi occhi mi hanno condannato. Sempre mi hanno redento, riabilitato, convertito…». Il miracolo avvenuto a Cana di Galilea spiega bene chi è il Dio giovane di cui parla l’autore: è Colui che restituisce la gioia attraverso il dono del cambiamento. Scrive a questo riguardo Clementi: «In quante circostanze ci sentiamo sfiniti, spossati, senza brio? …E noi ci ritroviamo lì, impotenti, senza vino, scarichi… La croce prima o poi arriva». Allora i nostri occhi imploranti possono volgersi con fiducia a Gesù ed Egli non ci deluderà mai: «È sufficiente abbeverarsi alla sua fonte per esserne rigenerati e trasformati. È lui che prende l’acqua insipida e ne fa del vino buono. Gesù è la giovinezza dell’umanità. Lui restituisce sapore a tutto…»
Dio è giovane!
Settanta volte sette buoni motivi per crederci