Vagabondaggi nella città labirinto ancora da scoprire
La Nuova Venezia, 03-12-2012, Roberto Lamantea
Venezia? Città dell’incantesimo, labirinto, ragnatela. «Città dei sogni, isola dell’immaginario, museo sull’acqua o antico teatro?». «Venezia è malinconica, romantica, notturna, sognatrice». Sì, d’accordo, è déjà vu. Ma è anche vero che la città più fotografata del mondo, la più triturata dal turismo di massa, mangiata dal moto ondoso, sbriciolata dall’acqua alta, la più dipinta, oleografica, una maga lo è davvero. Cantata da poeti e scrittori di tutto il mondo, Venezia un po’ si rivela, molto si nasconde. Ecco perché un’altra guida di Venezia può sembrare una sfida impossibile: in carta riciclata o patinata, con informazioni storiche e biografie, gonfie a volte di errori clamorosi, una guida in più può sembrare malinconicamente inutile, come un altro negozio di gondole di plastica. Invece... Invece c’è un giornalista innamorato che alla città che l’ha adottato, e dove ha lavorato come direttore d’albergo, ha dedicato una delle “non guide” di Mauro Pagliai
editore in Firenze, Sopra l’acqua e sugli alberi - Un’insolita guida di Venezia (88 pagine, 7 euro). L’autore è Claudio Nobbio, nato ad Apricale, nell’entroterra tra Bordighera e Ventimiglia, uno dei borghi più belli d’Italia (a cui ha dedicato il libro Apricale paese di pietra), i primi vent’anni tra Costa Azzurra e Sanremo, poi rapito da Venezia la maga. Amico e collaboratore di Ferlinghetti e Hugo Pratt, autore di poesie e racconti, découpages e ricette, giornalista enogastronomico, poliglotta, Nobbio ci regala un vagabondaggio per calli e campielli che, nel ricordo, arriva anche a Ventimiglia e Berlino Est (uno dei capitoli più belli del libro è quello dedicato ai graffiti). A fare la differenza rispetto alle guide tradizionali è la scrittura: che qui vibra, gioca, ammicca, passeggia nella città labirinto e si diverte a smarrirsi. Così una scrittura divertita – ma sempre colta – cattura il lettore, se lo fa amico, e la lettura è una piacevole flânerie. La città delle 130 chiese, 430 ponti, dei «grandi architetti, grandi viaggiatori, grandi mercanti
ma soprattutto ladri di santi» (compreso San Marco), la città degli enigmi e delle crittografie massoniche e dei tramonti maledetti (saranno da cartolina ma spalancate gli occhi alle Zattere o al Lido e poi...), la città del Carnevale e del Mose, una delle città mondiali del cinema (ma due titoli secondo me superano tutti: Casanova di Fellini e A Venezia un dicembre rosso shocking di Roeg) ha ancora lati nascosti. È la “città invisibile” di Monique Pistolato – un’altra guida-passeggiata che arriva fino a Mestre e Marghera – è la città delle avventure di Casanova (un altro dei capitoli più belli del libro di Nobbio racconta l’avventura di Murano con M.M., misteriosa monaca di clausura), un enigmatico elefante bianco, la cucina tradizionale, i lemmi assorbiti dalla lingua italiana (bellissimi: baìcoli, bòcolo, bovolèti, calìgo, castraùre, squèro, zaléti fino a spritz...). Claudio Nobbio ha scritto un libro-gioco, tra architettura e arte, storia, leggenda e attualità, ritrovando la bellezza. Al di là di ogni cartolina.
Sopra l’acqua e sugli alberi
Un’insolita guida di Venezia