Il grande amore nascosto nel passato
Il Nuovo Quotidiano di Lecce, 05-09-2012, Maria Grazia Maci
La bozza di un romanzo d’amore, un albero stregato nella campagna della Maremma: sono le scintille inaspettate che riaccendono la parte oscura della memoria di Laura, la protagonista del nuovo romanzo di Dianora Tinti “Storia di un manoscritto”, pubblicato dalla casa editrice fiorentina Mauro Pagliai. Laura ha cinquant’anni ed una vita di impegni familiari e professionali costruita sulla ricerca, incessante, di ordine e razionalità, ma il suo passato è “a macchia di leopardo”: colpa di un grave incidente stradale che, in gioventù, l’ha portata alle soglie della morte e poi le ha lasciato una memoria incompleta. Sarà un manoscritto da correggere
per la casa editrice per la quale lavora a restituirle il pezzo mancante della sua vita di ragazza universitaria: Giulio l’amore conosciuto a Bologna che l’amnesia ha totalmente cancellato. Le suggestioni della campagna maremmana fanno da sfondo al cammino che porterà Laura faccia a faccia con i giochi crudeli del destino che hanno segnato la vita sua e soprattutto di Giulio, imprigionato nella spirale ossessiva di un passato perduto tragicamente che è per lui amore e dolore insieme. Il ricordo della struggente passione per un’acerba Laura tormenta il taciturno archeologo di Magliano in Toscana, come una brace che consuma ogni slancio vitale e sentimentale. L’opportunità,
insperata, di incrociare nuovamente le loro vite, li spingerà a riconsiderare il valore del tempo e a rimettere in gioco pregiudizi e debolezze nascoste. Le sfumature della vita interiore dei personaggi sono al centro della narrazione di Dianora Tinti, scrittrice grossetana ma fortemente legata al Salento, luogo di origine della famiglia materna: “Storia di un manoscritto” è il suo terzo romanzo, dopo “Il pizzo dell’aspide” (edizioni Il Filo giunto alla quindicesima ristampa), ambientato fra la Toscana e Santa Maria al Bagno e “Il giardino delle esperidi” (Mauro Pagliai) ambientato nella minuscola isola di Marettimo in Sicilia.
Storia di un manoscritto