Le maree della vita in Storia di un manoscritto di Dianora Tinti
Caffè Goya, 11-07-2012, ––
Imprimere un carattere ai personaggi di un romanzo è già impresa ardua di per sé per uno scrittore, ma donargli un alito di vita tanto da farli sembrare reale e con una personalità spiccata e differente in ognuno, è davvero la magia che ogni lettore cerca quando apre un libro.
Dianora Tinti, artigiana delle parole che, unica, sa cesellare le espressioni giuste per raccontare le sensazioni che attraversano le nostre vite, presta la sua penna e la sua arguzia ad una storia che ha un evolversi molto inconsueto e un susseguirsi di scene che sembrano pronte per essere raccontate anche in un film.
Per comprendere meglio bisogna leggere il romanzo, la storia di un manoscritto che cade nelle mani di un editor, Laura, immersa in una vita che ha i ritmi delle maree e che, a volte, quasi ne resta sommersa. Ma è donna di raro valore, con pregi e difetti come tutti, nella cui vita c’è un piccolo grande segreto.
Non mistero, come le rivela la sua migliore amica, che è cosa diversa. Ma un segreto del cuore, quello che solo certe anime in sintonia con il creato sanno di avere. E anche quando le circostanze della vita sembreranno assediarla come un plotone schierato pronto a colpire, lei sembrerà
cadere, ma si rialzerà.
A questa bella figura di donna fa da contraltare quella di Giulio, autore del manoscritto e amore che ritorna dal passato. E come tutte le cose che ritornano, non lo fanno mai senza un perchè.
Dopo svariati incidenti che hanno messo ko il suo fisico, ma non il suo spirito indomito e sognatore, l’uomo è alla spasmodica ricerca della sua verità, quella a cui non vuole e non può rinunciare. Per caparbietà sentimentale, si direbbe, ma in realtà per una profonda integrità di cuore che non lo lascia libero dalle catene del passato. Ed è grazie a questa ricerca che le loro strade, dopo inconsueti giri nelle vite degli altri, tornano ad incrociarsi , anche se solo per poco.
Giulio non accetta il presente, Laura non vuole vivere di passato.
Lei ha ricostruito la sua vita dopo un grave incidente d’auto e , seppur a fatica, vive nel presente.
Lui si nutre del vissuto e conduce la sua attuale esistenza con il disincanto di chi non si aspetta un giorno migliore perchè il sapore dei ricordi è più forte. E più vivo.
Riesce a farsi male da solo, quando urla, si ubriaca, grida come un animale ferito il suo essere solo,
ma ha il grande pregio di restare un indefesso sognatore, forse l’unico anelito di vita a cui è giusto che si aggrappi una personalità come la sua.
Il resto, tutto intorno, è il mondo che gira. Il marito di Laura, una colonna umana, un fondale placido, una scelta razionale e giusta, non di piena convinzione, forse, ma equilibrata e saggia. Condivisibile solo in parte la Laura di questa fase della vita perchè il coraggio dei sentimenti è cosa rara, e lei sceglie di rifugiarsi in un porto sicuro, anziché affrontare il mare aperto.
E poi le amiche, i figli, la suocera, il lavoro, la casa. Gli elementi sfumati della vita di ognuno che girano come una ruota panoramica , e ad ogni minuto sono capaci di cambiare la visione delle cose e del tutto.
Artistica, nostalgica, poetica, un’anima eclettica quella di Dianora Tinti che con eleganza e semplicità mette in vista le sue passioni con il lieve pudore che caratterizza ogni grande persona, donna o uomo che sia.
I sogni sono patrimonio di tutti, grave perdita il separarsene.
Per l’animo razionale, che traccia le coordinate della sua vita come su una carta nautica e per quello visionario che non naviga a vista . Mai.
Storia di un manoscritto