Viaggio breve alla scoperta dei “non luoghi” di Trieste
Il Piccolo, 07-11-2011, Pietro Spirito
L’ultimo libro di Pietro Spirito, è un racconto nella forma di un vero e proprio viaggio letterario: intitolato “Trieste è un’altra” (pagg. 96, euro 9,00), è l’ultima delle “non guide” pubblicate dal fiorentino Mauro Pagliai Editore dopo quelle di Paolo Ciampi, Marco Vichi e Luca Scarlini. Si tratta di una nuova collana di tascabili dal curioso formato pentagonale, dedicata a un’idea, per altro diffusa, del viaggiare – soprattutto nel viaggiare nelle città – inteso non solo come spostamento, ma anche come avventura emozionale e del pensiero. In un giorno d’estate l’autore sale sua motocicletta e, dalla mattina alla sera, parte per un’escursione nei luoghi-simbolo di Trieste
e dintorni, posti per lo più esclusi dai circuiti turistici, alcuni dei quali sconosciuti agli stessi triestini, dove però si possono rintracciare i caratteri più autentici della città. Dal grande comprensorio dell’antico scalo marittimo attivo all’epoca dell’Impero asburgico, fino ai bunker dei tempi della Guerra Fredda, passando attraverso stazioni ferroviarie in disuso, valichi di confine, negozi di jeans all’ingrosso, sedi universitarie, ex campi profughi, Spirito compie un ideale tour alla ricerca di un senso capace di ricomporre in un disegno comune i mille volti di Trieste. In questa non-guida destinata in particolare ai non-triestini, l’autore è accompagnato da alcuni scrittori, storici, studiosi e testimoni,
occasionali compagni di un viaggio nel presente seguendo i tracciati della memoria. Sullo sfondo aleggiano le figure di artisti e scrittori come Svevo, Saba, Stuparich, altrettanti inevitabili interpreti dell’anima sfaccettata e affilata di una città nata dalla modernità, ma che alla modernità stenta a tornare. Insomma un breve reportage narrativo dal Porto Vecchio all’ex Hotel Balkan, dalla stazione di Montebello ai camminamenti segreti di Villa Necker, un viaggio effettuato con attenzione da cronista e intenzione da narratore, svolto in dieci tappe dentro una città – ben raffigurata dalla bella copertina di Ugo Pierri – sempre in bilico tra un passato troppo mitizzato e un presente quanto mai immobile.  
Trieste è un’altra