Storia di un clochard, lo scarto umano
Il Piccolo, 10-06-2011, Pietro Spirito
«“Scarti umani”, “rottami della società”, “sporchi fantasmi che girano a vuoto”: dietro le definizioni dure e immediate di Fabio Amadi si nasconde un’umanità varia e dolente che troppo spesso, in questo tempo frenetico e veloce, è dimenticata, lasciata ai margini,
abbandonata a se stessa». Sono parole di Valter Veltroni, che firma la presentazione a questo romanzo breve sulla vita di un clochard, raccontato in prima persona dal protagonista, che una volta aveva una moglie, una casa e un lavoro, e adesso passa le notti nei dormitori, per le strade e nei giardini pubblici, e i suoi conforti
sono una coperta di cartone e del vino scadente per difendersi dal freddo. Vittima di di un mix di trappole, dalla crisi economica all’amore per il giorco d’azzardo, quest’uomo è precipitato nel cumulo degli “scarti umani”, solo con i suoi ricordi, ella fine rimarranno solo quelli.
La parte migliore di me