Un primato che ci invidiano in tutto il mondo
La Nazione, 19-09-2011, Eva Desiderio
Poche città al mondo possono vantare il primato di Firenze negli studi sulla storia del costume, dei tessuti, dei gioielli. E non è un caso che proprio in riva all’Arno abbiano trovato «casa» donazioni importanti come quelle di Umberto Tirelli e Gianfranco Ferré alla Galleria del Costume o come quella di Roberto Capucci che per ricordare il suo esordio in Sala Bianca ha donato le sue meraviglie alla Fondazione che ha trovato sede a Palazzo Bardini. Qui è nata la moda italiana con l’intuizione geniale di Giovan Battista Giorgini ma tanti secoli prima di lui facevano passerella d’eleganza i Medici con quelle regine sposate ai re di Francia che portarono in dote Lampassi (che coi broccarti e gli ermesini ancora brillano nella produzione dell’Antico Setificio) e profumi e quei magnifici sovrani come Cosimo I. Intorno al suo stile che ha caratterizzato gli anni d’oro del Rinascimento ecco apparire come un miraggio l’importante lavoro scientifico di Roberta Orsi Landini, che ha trovato il suo mecenate nell’editore Mauro
Pagliai. Studiosa di valore e di fama Orsi Landini appartiene alla scuola fiorentina della storia del costume che ha il suo faro in Kristen Aschengreen Piacenti, per 25 anni direttore del Museo degli Argenti fino al 1997 e fondatrice nel 1983 della Galleria del Costume di Palazzo Pitti (diretta dopo di lei da Carlo Sisi e oggi da Caterina Chiarelli), oggi è l’anima della Casa-Museo Stibbert che ha appena restaurato il mantello di Napoleone re d’Italia col sostegno del Comitato dei Cento. Piacenti è donna di ferro e di cuore, severa quanto generosa nel distribuire scienza e coraggio a tanti allievi ed allieve che l’hanno sempre seguita con rispetto ed affetto. Con lei gli studi sulla storia della moda hanno preso il volo, con lei le collezioni della Galleria del Costume si sono arricchite a dismisura, con lei è partito il settore dei restauri degli abiti d’epoca e l’esplorazione nella Guardaroba Medicea che ha portato nel 2005 al restauro degli abiti funebri di Cosimo I, di Eleonora di Toledo e del povero don Garzia e agli studi approfonditi
sempre di Roberta Orsi Landini, instancabile esploratrice di sete, velluti, fogge e antico senso del lifestyle. Studiosi tenaci, sempre lontani dalle ribalte mondane, quasi una rete di cervelli aperti sul mondo, generosi autori di importanti pubblicazioni e curatori di esposizioni tutte da ricordare. E certo non è da sottovalutare l’interesse per la materia e la visione illuminata della sovrintendente Cristina Acidini. Fra le allieve della dottoressa Piacenti anche Stefania Ricci che ha ordinato l’archivio di Emilio Pucci e ora da molti anni è la direttrice del Museo Ferragamo, che ha esplorato specie nella parte feconda dei brevetti del mitico Salvatore. E ancora Aurora Fiorentini e la stessa Caterina Chiarelli. Fra le studiose del settore anche Cristina Giorgetti, formatasi sotto la guida di Giuliana Chesne Dauphiné Griffo che in anni lontani ma non dimenticati aveva tentato di far capire l’importanza di questo tipo di formazione anche al Polimoda. Per affermare il primato della cultura e dello studio del costume sulle frenesie dello stile.
Moda a Firenze 1540-1580
Cosimo I de’ Medici’s style / Lo stile di Cosimo I de’ Medici