Quando il mobbing condanna le donne
La Nazione, 05-04-2011, Titti Giuliani Foti
Manzione: ‘Essere brave non basta’
«Il mobbing? È un aspetto del lavoro, un fenomeno tristemente diffuso. Lo so perché faccio un lavoro che mi porta a stare a contatto con un mondo spesso coniugato al maschile. Semplicemente mi è capitata una storia che volevo raccontare, perché volevo dimostrare che per certe donne al lavoro essere brave non basta». Antonella Manzione è la vicecomandante dei vigili urbani di Firenze. Ha scritto un libro molto bello e diretto, «Martina va alla guerra» che sarà rappresentato venerdì 8 alle 16,30 all’auditorium Monti de La Nazione. Le letture sono affidate all’attrice
Maria Letizia Gorga, l’ingresso è libero.
«Il problema del mobbing – spiega Manzione – è molto subdolo verso le donne. Spesso si manifesta mano a mano che salgono nella scala gerarchica delle carriere».
Un pretesto?
«Certamente il mio libro vuole parlare anche di altro, di sentimenti per esempio. Ma va detto che il mobbing è un fenomeno diffuso ugualmente tra uomini e donne: una piaga diffusa. Mi fa pensare che oggi venga catalogato con questo termine inglese ma che esiste da anni, a tutti i livelli e molto in Italia».
Difficile per Martina il bilancio di una vita?
«La sua leadership è messa in discussione:
Martina cerca in se stessa e nel proprio passato la causa di ogni fallimento. Il faticoso riscatto è vissuto attraverso un percorso di recupero dei valori dell’esistenza, senza rinunciare all’affermazione e a lottare per la giustizia. Che significa credere di essere nel giusto e non aspettare che lo affermi un giudice terreno».
La forza di Martina è la sua?
«Lei cade e ha l’energia per rialzarsi. Aver scritto questo libro è la realizzazione di un sogno: semplicemente mi è capitata una storia da raccontare. Certo che ha un’efficacia catartica. Ma, giuro, ho dovuto superare il pudore. E non è stato poco».
Martina va alla guerra