“Caramelle” di Erminio Serniotti
Informa Firenze, 01-05-2008, Gianni Somigli
Un caso rimasto irrisolto turba l’ispettore Pautasso della Polizia di Prato. Quel cadavere semicarbonizzato rinvenuto otto anni prima in un forno proprio non gli va giù, tanto da sviluppare un’inchiesta parallela che arriverà a stringere il cerchio intorno a un uomo. L’ultimo che Pautasso vorrebbe incriminare, e che lo costringe ad immergersi tra i fantasmi di un passato orribile: quello dell’occupazione nazifascista e delle deportazioni.Un racconto, “Caramelle”, che si legge
tutto d’un fiato. Grazie alla scrittura di Erminio Serniotti, torinese trapiantato in Toscana: avvincente, leggera, mai banale, a tratti colloquiale con tanto di espressioni colorite e tipicamente toscane che fanno toccare i dialoghi con mano. Una storia che tocca argomenti importanti. Ciò che alberga nell’animo di chi subì le deportazioni durante la Guerra e di chi le provocò; chi chiede perdono e chi non ne dà. Il rimorso intimo e soggettivo che si trasforma in alienazione della
colpa.Poco meno di 94 pagine descrivono, attraverso le indagini su un delitto, luoghi profondi della psicologia umana. Anzi, delle psicologie umane. Un racconto che crea spunti di riflessione su un periodo che torna puntualmente di attualità: è giusta la Riconciliazione? Cosa avvenne dopo la Guerra? Che peso hanno i ricordi per le vittime e i carnefici?“Caramelle”, la nuova uscita di “Giallo&Nero”, la collana di Mauro Pagliai Editore dedicata alle migliori opere del brivido.
Caramelle