Mauro Pagliai Editore | Firenze | Scheda Libro

Francesco Inverni (1935 - 1991)
Opere

Mauro Pagliai, 2001

Curated by:

Cristina Nuzzi

Pages: 136

Features: ill. b/n e col., cart.

Size: 31x24

ISBN: 88-8304-361-8

Sector:

A2 / Arte moderna e contemporanea

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Francesco Inverni

€ 21,07

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Catalogo della mostra allestita a Poggio a Caiano (Scuderie Medicee, 6 ottobre - 25 novembre 2001).

Il volume contiene 105 tavole a colori.
Presentazione di Silvano Gelli ed interventi critici di Sergio Scatizzi e Cristina Nuzzi.

“In Toscana l’opera del Soffici stava creando un chiuso rapporto intimista e regionale, terreno difficile ad intendere per quei giovani che uscivano all’aperto per stabilire contatti e confronti.
Quel particolare clima trovò in alcuni pittori, Bugiani, Cappellini, Rosai, le note più sottili di una poetica nobile e autonoma, quell’arte che racchiude germi vitali e rifiuta quella che commenta cicli già chiusi.
Alla generazione che seguì fu difficile capire fra innovatori e pubblico - le opere grandi sono tali perché lontane dalla mediocrità dei più.
Ma la provincia toscana è parte nobile della Nazione italiana, sa conservare e usare quel linguaggio che asciutto e nitido con risultati di fine invenzione lirica.
Da una realtà di cultura locale, sia pur di nobile radice, alcuni artisti seppero emergere con trepida emozione legandosi alla storia del fare toscano.
Certi muri delle case di campagna, lisi e consunti, rottami, segni e reliquie del dolore umano, sono l’altro polo di attrazione metafisica che la generazione del secondo Novecento seppe risolvere con alta concretezza pittorica in valori vibranti di sottile trepidazione; richiami ritmici degli spazi e largo respiro della composizione.
Inverni fu tra quelli che seppero porsi nel modo giusto per avvertire con estatica trepidazione gli impercettibili valori luminosi, l’evocazione e l’intuizione metafisica.
È facile accorgersi, dunque, che il suo linguaggio si stava chiaramente formando; potrà variare, evolversi per nuove attrazioni, nuovi richiami, ma le opere dell’Inverni degli anni Ottanta sono e restano inconfondibili dove la fantasia inventiva si attua con colorismo tattile di effetto e risultato tipicamente metafisico” (Sergio Scatizzi).