Onofrio Pepe
Nel piazzale degli Uffizi la forza del Mito
Quarantotto formelle piene di erotismo
La Nazione, 25-03-2005, Letizia Cini
Quarantotto formelle piene di vita e di erotismo. Soggetti epici, senza luogo né tempo. Sono le quarantotto formelle che compongono «La porta del Mito», opera in bronzo di Onofrio Pepe esposta sotto il Loggiato degli Uffizi. Il ratto di Europa, la morte di Didone, Leda e il cigno, il volo di Icaro, Dafne e Apollo, Orfeo e Euridice. A ogni formella Pepe ha abbinato la citazione di un classico: Sofocle, Euripide, Ovidio, Virgilio, Apuleio, Teocrito…

«Si
tratta di un’opera monumentale a tutto tondo con stipiti, architrave, due ante e ben quarantotto formelle di trenta per trenta centimetri ciascuna», sottolinea Onofrio Pepe guardando la sua scultura che fa bella mostra di sé in fondo al piazzale degli Uffizi, preceduta da sei «stele» anch’esse in bronzo, di altezza variabile tra i due e i tre metri e mezzo. Ma cosa rappresenteranno le formelle della grande porta, il cui allestimento porta la firma di Mauro
Pagliai della Polistampa, che ha realizzato anche il catalogo? «Le quarantotto formelle, quarantadue davanti e altre sei dietro, sono tutte legate al tema del mito – continua l’artista – ad esempio le sei posteriori rappresentano la storia dionisiaca e sono posizionate in corrispondenza di altrettante, anteriormente, dedicate alle divinità. Quello del mito è un tema che mi affascina da sempre. La prima mostra su Orfeo risale infatti al 1979»…
La Porta del Mito