‘Ho ritrovato Modigliani’. E Livorno perse le teste
QN - Il Resto del Carlino - La Nazione - Il Giorno, 03-02-2016, Pier Paolo Ciuffi
«È facile essere bravi con Black & Decker»: reclame del 1984, più o meno su tutti i giornali di allora. Alla casa produttrice di trapani e affini non parve vero di avere (e gratis) una pubblicità planetaria, e sfruttarla: pecunia non olet, neppure se viene tirata su dal Fosso Reale di Livorno, non certo eau de parfum. Tutto merito di quei ragazzotti che avevano deciso di accontentare chi in quel torrido luglio sperava, voleva, pretendeva - con tutte le proprie forze e i soldi altrui
- di ritrovare lì, proprio lì, quelle sculture che (narra la leggenda9 un Modigliani sconfortato aveva gettato giù 70 anni prima.
Non erano mai state ripescate. Ma l’occasione del Centenario era troppo ghiotta per farsela scappare: una mostra a lode e gloria di Modì, un ritrovamento che sarebbe stato eccezionale, l’esposizione di quelle pecorelle smarrite. Infatti. Lo spiritaccio goliardico livornese (che andrebbe tutelato come patrimonio Unesco) colpì. Fu lo scherzo
del secolo.
Di questo (e di molto altro) parla Giovanni Morandi nel suo piacevolissimo ‘La beffa di Modigliani’, edizione aggiornata, Mauro Pagliai Editore. Tutti volevano le teste di Dedo? bene, qualcuno decise di farle trovare, nuove di zecca, appena fatte e invecchiate a dovere. I cattivi maestri a propria insaputa armarono di attrezzi la mano di quattro studenti e di un oscuro pittore. Tutti con la stessa idea: ci pensarono, scolpirono, buttarono. Il resto è storia. Ma anche mistero.
La beffa di Modigliani
Tra falsari veri e falsi