Se il diavolo permette di guarire i malati: il romanzo di Caterina Ceccuti
Toscana Oggi, 03-05-2015, Michele Brancale
Il diavolo che nel racconto dell’Anticristo di Soloviev suggerisce a un uomo dotato di grandi capacità spirituali di utilizzarle per fare il bene e affermare se stesso senza lo scandalo della croce e della resurrezione - dunque per fare il male - nel romanzo «La generatrice di miracoli», edito da Mauro pagliai Editore, si manifesta a una donna diventata suora e che presta servizio ai malati per darle in dono la possibilità di guarire i malati al solo tocco delle sue mani.
Lì la persuasione e la capacità di governo, qui la tentazione a non confidare in Dio, nella comunità cristiana, nei suoi pastori e anche nei suoi esorcisti, ma la possibilità di generare miracoli non attraverso la forza del
bene ma di quella del male. È paradossale, perché il male - «Io sono colui che osa e che non teme» - può generare solo altro male, ma l’artificio letterario per cui il paradosso viene dilatato oltre la correttezza dottrinale consente a Ceccuti di estremizzare la domanda di guarigione che può presentarsi nella vita: sarebbe lecito usare del male e dei suoi poteri per fare miracoli ma allontanandosi dalla croce  e affidandosi a un potere che non è quello divino - potere crocifisso - ma è quello ingannatore del principe della divisione?
Viene riproposto in chiave originale un filone della narrativa - si potrebbero citare ad esempio le pagine sulla notte di Ivan nei Karamazov di Dostoevskij
e «Il padrone del mondo» di Benson - che forse era presente nella riflessione di Dom Vonier, di cui Lef ha editato da poco «lo spirito e la Sposa».
Scrivendo nel ’35 di «mondanità spirituale» e avendo ben presente l’ascesa dei dittatori e dei nazionalismi come divinità in terra, osservava che «essa potrebbe divenire una colpa addirittura irremissibile nel caso, meramente ipotetico, di un uomo dotato di tutte le perfezioni spirituali, ma che non le volesse riferire a Dio». In questo solco Ceccuti caccia «i mostri alle spalle» da un punto estremo di chiarezza interiore, espresso attraverso una finzione narrativa che non disdegna aspetti gotici.  
La generatrice di miracoli