Quattro maghi del colore
Il Tirreno, 04-10-2009, Maria Teresa Giannoni
Continua il viaggio alla scoperta dei pittori toscani tra Ottocento e Novecento  Continua il viaggio del Tirreno alla scoperta dei pittori toscani tra Ottocento e Novecento con l’uscita di quattro nuove monografie dedicate ai “Maestri della luce”. Saranno in edicola con Il Tirreno (Mauro Pagliai Editore) a partire da giovedì prossimo. Si aggiunge dunque un altro capitolo, un altro tassello a una collana che guarda con occhio nuovo alla cultura toscana. A curarla sono ancora una volta i due storici dell’arte Dario Matteoni e Francesca Cangianelli. I pittori da scoprire – o perlomeno da riscoprire con occhi nuovi – sono in ordine di uscita nelle edicole: il livornese Giovanni Lomi, il viareggino Lorenzo Viani, Mario Puccini (altro livornese), e il pisano Francesco Gioli. La collana sta allargando i suoi confini e compie i primi passi per arrivare a una mappatura geografica della cultura toscana tra ‘800 e ‘900. Centrale rimane Livorno, ma c’è dell’altro. Pensare ai luoghi della pittura – dice Dario Matteoni – coincide con l’idea di documentare la cultura della Toscana, della costa in particolare. Nelle 128 pagine di ogni volume si offre al lettore uno strumento agile ma rigoroso che offre una panoramica completa
della storia dell’artista». «Siamo orgogliosi – dice Francesca Cangianelli – anche di aver coinvolto un editore prestigioso e di fama nazionale come Mauro Pagliai che garantisce la circuitazione di un prodotto editoriale legato all’arte toscana in ambito non provinciale». «Francesco Gioli – continua la Cangianelli che firma il volume dedicato all’artista nato a San Frediano a Settimo nel 1846 – è il primo in ordine cronologico, segna l’anello di congiunzione tra l’800 di Fattori e quello che è venuto dopo, con le sperimentazioni di divisionismo e simbolismo. E per la prima volta qui si affronta questo pittore per la sua portata innovativa».Per il pittore Mario Puccini lo studio che ha fatto della sua opera Andrea Baboni rappresenta una vera definitiva valorizzazione. «Un artista che per molto tempo è stato sottovalutato dalla critica che gli ha negato una posizione internazionale». I suoi gialli esprimono tensione emotiva e hanno fatto molto pensare a Van Gogh.Giovanni Lomi rappresenta una mediazione tra la dimensione verista ottocentesca e la lettura del paesaggio novecentesca. «Il pregio della monografia curata da Elena Pontiggia – dice ancora la Cangianelli – è
quello di aver introdotto l’artista nei movimenti del ‘900 italiano».Infine Lorenzo Viani, il più noto dei quattro pittori. «Uno dei più significativi intellettuali provenienti da quel ricco giacimento della provincia toscana novecentesca» lo definisce Enrico Dei che ha curato la monografia dedicata all’artista viareggino. Con Viani l’800 è ormai alle spalle e i suoi incontri sono tutti giocati su uno scenario culturale nazionale ed europeo.«La scelta dei quattro pittori non è casuale – dicono i curatori – ognuno di essi ha dato il suo contributo al dibattito sulla luminosità. Questa è una collana complessa che mette in luce la varietà delle varie personalità. La storia dell’arte livornese manca di una voce autorevole e quella toscana di una voce esterna. E noi abbiamo pensato di affidare il lavoro sui pittori a studiosi che hanno compiuto una ricerca prolungata sulle personalità degli artisti. Abbiamo dialogato anche con il mercato cogliendo i suggerimenti delle gallerie che da anni lavorano sul territorio toscano: spesso è proprio grazie a loro che si conosce l’esistenza di opere che altrimenti resterebbero nascoste nelle collezioni private».
Giovanni Lomi
Le trasparenze del Novecento