Marino Biondi, La Cultura di prezzolini
il Fuoco, 01-03-2005, Lorenzo Nannelli
"Un essere inquieto e quasi sempre senza pace" così è definito Giuseppe Prezzolini (1882-1982), per cui non si può parlare di un’unica vita, ma di tante vite quante le sue avventure intellettuali; come scrive sempre Marino Biondi, infatti "‘Leonardo’, ‘Il Regno’, la ‘Voce’, furono più che testate di riviste, varianti forme di esistenza, mentale e psicologia" di quel "paziente enciclopedico didatta delle generazioni del primo Novecento". In questo volume si delinea
un profilo utilissimo sia del giovane Prezzolini, del suo impegno d’avanguardia, di ricerca, di abile organizzatore culturale, sia del Prezzolini maturo: deluso, scettico, che scrive dall’America del suo paese con lucidità implacabile, vena polemica e non poca malinconia. Sempre e comunque dedicandosi alla parola e alla scrittura con una sorta di "religiosità pratica convertita in lavoro e in vocazione intellettuale, un ‘ora et labora’ senza speranza e senza fede".
A
Benedetto Croce, maestro di prezzolini, è dedicata la terza e ultima parte con riferimento all’amicizia epistolare durata cinquant’anni con l’italianista tedesco Vosler. In anni così difficili per l’umanità, il dialogo tra due intellettuali di paesi diversi, in un clima di pericolosi nazionalismi, si rivela una delle grandi esperienze, "l’ultimo anelito a un irenico cosmopolitismo della cultura": un invito che anche oggi ci torna utile seguire!
La cultura di Prezzolini