Storia di un attore che vive «per finta»
Il Giornale della Toscana, 17-12-2008, ––
Tutta l’esistenza di Giuliano Parenti è caratterizzata da un’intensa attività teatrale, didattica e letteraria. Molte sue commedie sono state trasmesse dalla Rai sotto la direzione artistica di importanti nomi come Ruggero Jacobbi (La Draghignazza) a Andrea Camilleri (Etimologie, La banana con gli occhiali). Oggi Parenti, grazie all’enorme esperienza di sceneggiatore che ha alle spalle, pubblica Per amore o per finta (200 pp., 12 euro), ironico romanzo sul dramma di un attore che vive secondo copione anche la propria vita. Accolto nella collana Biblioteca di Letteratura
fondata nel 2000 da Enzo Siciliano e recentemente riattivata dall’editore Mauro Pagliai, il libro propone una narrazione sottile, spumeggiante e allo stesso tempo amara sulla vicenda Other Berlina, un commissario televisivo di grande successo che, nell’ignoto e inquietante buio del coma in cui si trova, rimonta tutto il «girato» della sua vita fra ovvi timori e lucida ironia. Il regista della sua fiction è molto abile: attinge le sue storie da quel che il pubblico desidera ed è pienamente soddisfatto quando le sue visioni continuano a vivere nella realtà.
Attore per caso, Other invece si lascia vivere, persino nella sua lunga relazione d’amore con la sorprendente Effy Mary, manager di una famosa linea di profumi. Ma anche questa storia che percorre gran parte del libro come una simbolica chiave di lettura, rivela alla fine tutta la sua virtualità. La narrazione si muove su due binari paralleli e intersecati: da un lato le riflessioni del protagonista sulla sua condizione e su quel che teme gli possa accadere e dall’altro le vicende del suo lasciarsi vivere, fino al riscatto finale fra effetti comici e grotteschi.
Per amore o per finta