Il “Caffè Michelangiolo”
Toscana Qui, 01-11-2008, Giorgio Batini
Ebbe una stagione piuttosto breve il Caffè Michelangelo, ma fu uno dei più famosi caffè letterari, artistici, della seconda metà dell’800 e si guadagnò una gloria imperitura, come quartier generale della pittura toscana, specialmente di quei pittori innovatori che preferirono rappresentare fatti e personaggi reali anziché quelli storici delle accademie, con la tecnica, anch’essa rivoluzionaria, della “macchia” definendo cioè le immagini con pennellate di colore, suggestioni cromatiche.Nel caffè di via Larga a Firenze – attuale via Cavour 21 – si ritrovavano quegli artisti che poi furono detti “macchiaioli”
(come Fattori, Signorini, Cecioni, Lega ed altri ancora) e che furono protagonisti di una memorabile esposizione fiorentina del 1862, nonché tutti gli artisti di passaggio a Firenze per i quali il caffè era un luogo importante per incontri e discussioni sulle nuove tecniche che si stavano affermando. Il glorioso nome è divenuto nel nostro tempo il titolo di una rivista letteraria, edita da Mauro Pagliai, fondata e diretta dallo scrittore Mario Graziano Parri che ha trattato nei suoi primi dodici anni di vita temi di poesia, narrativa, arte, musica e teatro, approfondendo in ogni numero la figura di un personaggio della cultura, come ad esempio, Tomasi di Lampedusa, Dino Campana,
Carlo Levi, Curzio Malaparte, Enrico Vallecchi, Vittorio Gassman, Oriana Fallaci.
La rivista che vanta illustri collaboratori, ha ora rinnovato la propria immagine con caratteri tipografici moderni, impaginazione in bianco e nero su carta patinata e fotografie di alta qualità. I contenuti portano autorevoli firme come Marino Biondi, Giorgio Barberi Squartatoti, Ennio Cavalli, Maurizio Cucchi, Zeffiro Ciuffoletti, Enrico Ghidetti, Giorgio Luti, Antonio Pane, Ernestina Pellegrini, Antonio Tabucchi. Il quadrimestrale (64 pagine 8 euro) si pone quale nuovo spazio di dibattito culturale allo stesso modo del celebre caffè di Via Larga di cui porta l’illustre nome.
Caffè Michelangiolo - a. 13, n. 1, gennaio-aprile 2008
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