Mauro Pagliai Editore | Firenze | Scheda Libro

Il grillo parlante dell’Unità d’Italia
Collodi giornalista scelto da Sigfrido Bartolini

Mauro Pagliai, 2011

A cura di:

Simonetta Bartolini

Pagine: 64

Caratteristiche: ill. b/n e col., br.

Formato: 17x24

ISBN: 978-88-564-0147-9

Settore:

DSU1 / Storia

L1 / Studi, storia della letteratura

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Sigfrido Bartolini

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“Lasciatemelo dire: l’umiltà italiana è veramente esemplare. Non sentirete mai uscire dalla nostra bocca una parola vanagloriosa; noi siamo poveri, noi siamo falliti, noi non abbiamo né buoni generali, né buoni soldati di mare, né buone leggi, né buoni amministratori, né galantuomini, né Capitale definitiva”. Così scriveva nel 1871 Carlo Lorenzini (1826-1890), in arte Collodi, reso immortale dalla storia del burattino di legno che diventa uomo più che dall’attività di giornalista, sagace polemista, critico di costume, fustigatore dei vizi e delle contraddizioni italiche. Almeno fino a quando l’artista Sigfrido Bartolini, che di Pinocchio nel 1983 fece una monumentale edizione illustrata, non raccolse numerosi scritti giornalistici accompagnandoli con un saggio, Attualità di Carlo Lorenzini, destinato a mostrarne l’attualità e il valore. Pubblicato purtroppo dopo la morte di Sigfrido Bartolini, a cura della figlia Simonetta, questo volume contiene sia il saggio che l’antologia di articoli, corredati dalle xilografie del maestro.
La riflessione di Bartolini nasceva da una quantità di appunti e annotazioni raccolte durante la lettura dell’opera di Collodi, in particolare degli articoli scritti per vari fogli dell’epoca come «Il Lampione» e «Lo Scaramuccia», da lui stesso fondati, o «Il Fanfulla» e «La Nazione». Ironico, arguto e senza peli sulla lingua (già in epoca granducale si era visto chiudere un giornale da lui diretto), Collodi, ex combattente nelle patrie battaglie, osservava con un misto di stupore e costernazione le manovre dei politici nell’Italia appena unita e ne denunciava le storture. L’artista pistoiese, anche lui grande scrittore e polemista, ha finalmente mostrato la stupefacente modernità della visione di Lorenzini sui temi della società italiana e della gestione della politica.