Mauro Pagliai Editore | Firenze | Scheda Libro

Poesie scelte (1987-2001)

Mauro Pagliai, 2007

Curated by:

Francesco Luti

Pages: 88

Features: br.

Size: 12x17

ISBN: 978-88-596-0304-7

Magazines:

Biblioteca del Caffè | La Fiamma e il Cristallo, 19

Sector:

L9 / Poesia

€ 6,80

€ 8 | Risparmio € 1,20 (15%)

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Italian text

   Allontanati finché ne hai il tempo,
   o domani sarò il tuo malanno.
   Il tuo affetto raccogli e i cosmetici,
   per qualcuno che sappia utilizzarli.
   Io sono il tuo fastidio ed il tuo freddo.
   Questi mesi considerali un limbo
   necessario per la tua redenzione.
   Non ricordarti nulla che ti dissi,
   e le mie carezze brucia in calce viva.
   Così finii dicendo, come credo.
   Composto abbiamo un bel quadro di stupidi:
   se io esagero le doti d’istrione;
   lei, che non apprezza che quella era
   un’altra strategia per trattenerla.
   Un’altra strategia più disperata.


Il volume propone le migliori liriche di Marzal, tratte dalle sue prime quattro raccolte poetiche pubblicate tra il 1987 e il 2001 e inserite in un percorso cronologico e di crescita personale. Emergono così i tratti peculiari della sua scrittura: una grande attenzione alla parola e una nitida riflessione filosofica. Dalle liriche più “leggere” della prima raccolta, El ùltimo de la fiesta (1987), che si contraddistinguono per il tema edonistico espresso in un linguaggio colloquiale e ironico, alla riflessione più profonda de La vida de frontera (1991), in cui la tematica diviene più intimista e notturna, più meditativa. La terza raccolta, Los países nocturnos (1996), affronta anche il concetto della sconfitta dell’uomo rispetto al trascorrere del tempo, che può essere mitigata solo con la parola: spicca chiaramente una nuova componente autobiografica finora inespressa. E infine vi è la silloge Metales pesados (2001), in cui tematiche e parole vanno di pari passo, hanno uguale intensità. Sono queste le liriche che hanno consacrato Marzal come uno dei poeti più importanti del panorama spagnolo contemporaneo.
Traduzione di Francesco Luti

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