Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Nato a Palermo nel 1896, il principe siciliano scrisse il suo primo libro, I luoghi della mia infanzia, nel 1955, mentre si accingeva a comporre il romanzo che lo impegnerà fino al 1957, assicurandogli la celebrità: Il gattopardo, pubblicato postumo da Giorgio Bassani nel 1958. L’opera, storica ed autobiografica, di stampo tradizionale, ispirata ai grandi modelli (da Pirandello a Brancati) per le tematiche affrontate e per la minuzia descrittiva dei personaggi e ambienti, narra le vicende di un’aristocratica famiglia siciliana, i Salina di Corbera, nel periodo compreso tra il 1860 e il 1910. Il romanzo, che segnò l’esordio di un autore sessantenne che aveva maturato una vasta esperienza di lettore e una raffinata capacità critica, fu un caso letterario non frequente. Una copia dattiloscritta (già respinta da Mondadori) venne inviata nel 1957 alla casa editrice Einaudi, ma Vittorini non l’accolse nei “Gettoni”, la collana da lui diretta. Ritornato all’autore che si spense nel luglio dello stesso anno a Roma senza vedere stampato il suo testo, venne apprezzato da Bassani che lo pubblicò l’anno successivo nei “Contemporanei” Feltrinelli. Il successo fu rapido e clamoroso con milioni di copie vendute. La critica si divise tra sostenitori e detrattori. Dopo i primi interventi assai favorevoli (Bassani, Montale, Bo) non mancarono stroncature da parte della critica marxista (Vittorini, Alicata, Sciascia, Falqui). Accolto dal pubblico con inaspettato interesse, il romanzo ottenne un ulteriore fragoroso rilancio iun occasione dellla versione cinematografica curata da Luchino Visconti nel 1963, la quale accese un vivace dibattito ideologico. Prigioniero degli austriaci durante la prima guerra mondiale, ufficiale effettivo dell’esercito nel 1925, Giuseppe Tomasi di Lampedusa fu un instancabile viaggiatore e poté costruirsi una vasta e aggiornata cultura europea. A Riga sposò la baronessa Wolff Stormesee. Va ricordato anche per I racconti, pubblicati postumi nel 1961. Oltre alle opere narrative vanno altresì ricordate, a testimonianza di vasti e profondi interessi letterari, le Lezioni su Stendhal (pubblicate in volume nel 1977) e l’Invito alle Lettere francesi del Cinquecento (1979).
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