Carlo Emilio Gadda
Nato a Milano nel 1893, nella città natale fece tutti i suoi studi fino a quelli di ingegneria. Combattente nella prima guerra mondiale, fu fatto prigioniero e trasse da queste esperienze un Giornale di guerra e di prigionia pubblicato più tardi (1955). Negli anni Venti svolse la professione di ingegnere, in Italia e all’estero, collaborando nel frattempo alla rivista fiorentina «Solaria», nelle cui edizioni pubblicò gran parte delle sue prime opere narrative: La Madonna dei filosofi (1931) e Il castello di Udine (1934). Da Milano, dov’era tornato a stabilirsi, si trasferì nel 1940 a Firenze, e qui risiedette quasi ininterrottamente fino al 1950. Visse da allora a Roma, dove lavorò per il terzo programma radiofonico fino al 1955. A partire dagli anni Quaranta Gadda venne pubblicando le opere che lo hanno imposto come una delle grandi personalità letterarie del Novecento italiano: L’Adalgisa. Disegni milanesi (1944), Il primo libro delle favole (1952), Novelle dal ducato in fiamme (1953), Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (1957); i saggi, le note autobiografiche, le divagazioni raccolte in I viaggi la morte 81958) e Le meraviglie d’Italia (1964), I racconti. Accoppiamenti giudiziosi 1924-58 (1963), La cognizione del dolore (1963), Eros e Priapo: da furore a cenere. Ha completato successivamente la bibliografia gaddiana (ricca di altre opere minori) la pubblicazione del primo romanzo scritto da Gadda, La meccanica (1970) e di altri inediti dei suoi primi anni di attività letteraria. Si è spento a Roma nel 1973. (Tratto da «La nuova enciclopedia della letteratura» Garzanti, 1988).
vedi anche