Piero Chiara

Nasce a Luino (Varese) il 23 marzo 1913.
Studia in diversi collegi, ma il percorso scolastico risulta accidentato e piuttosto infruttuoso. Solo nel 1929, infatti, ottiene il diploma di licenza complementare come privatista. La sua formazione avverrà in un secondo momento, da autodidatta. Interrotti gli studi classici si trasferisce in Francia alla ricerca di un lavoro. Dopo un breve soggiorno a Nizza, Lione e Parigi rientra in Italia, finisce gli studi e partecipa ad un concorso come “aiutante volontario cancelliere”. Vince il concorso e inizia a peregrinare come dipendente dello Stato nel Veneto e nella Venezia Giulia, per approdare infine a Varese. Nel 1940 viene chiamato alle armi ma è congedato poco tempo dopo. Nel 1944, in seguito ad un ordine di cattura emesso dal Tribunale Speciale Fascista, Chiara si rifugia in Svizzera, dove pubblica la prima opera, la raccolta di poesie Incantavi (1945).
Tornato in Italia, Chiara abbandona l’amministrazione della giustizia si dedica alla scrittura, al giornalismo (collaborando alla terza pagina del «Corriere della Sera») e alla letteratura, come curatore di opere classiche, in particolare del Settecento. Il suo primo romanzo, Il piatto piange (1962), ottiene subito un grande consenso di pubblico e di critica e il successo viene confermato da La spartizione (1964, Premio Selezione Campiello) e Il balordo (1967, Premio Bagutta). Piero Chiara narra le piccolezze della vita di provincia con uno stile arguto, venato d’ironia, a tratti di un sottile e malinconico umorismo, e sempre capace di cogliere nel quotidiano l’essenza della vita.
Nel 1976 viene pubblicato La stanza del Vescovo e nel 1978 Il Cappotto di astrakan. Nel 1980, dopo il successo di Una spina nel cuore, si cimenta come scrittore per ragazzi con Le avventure di Pierino al mercato di Luino e Dieci novelle del Decamerone raccontate da Piero Chiara. Muore a Varese il 31 dicembre 1986.

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