Bartolomeo Ammannati

Bartolomeo Ammannati (Settignano, 18 giugno 1511 - Firenze, 13 aprile 1592) è stato uno scultore e architetto italiano.
Formatosi a Firenze con Baccio Bandinelli, intorno al 1530 si recò a Venezia, dove collaborò con Jacopo Sansovino alla decorazione della Libreria di San Marco (1537). Nel 1550 sposò la poetessa Laura Battiferri e si trasferì a Roma per eseguire le tombe di Antonio e Fabiano del Monte in San Pietro in Montorio. Con Vasari e per papa Giulio III del Monte lavorò poi al ninfeo di Villa Giulia, costruendo fontane e grotte a tre livelli che costituiscono l’elemento “sorpresa” del cortile, secondo un gusto tipico del manierismo.
Ritornato a Firenze nel 1555, venne nominato artista ufficiale della corte di Cosimo I de’ Medici contribuendo alla vivace stagione artistica sviluppata intorno alla corte medicea e finalizzata alla celebrazione del potere di Cosimo I. Da quell’anno pose mano a una grande fontana per il salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio poi smembrata e ora conservata al Bargello e completò, su disegni di Michelangelo, il vestibolo della Biblioteca Laurenziana. Nel 1563 Cosimo I de’ Medici fondò l’Accademia e Compagnia dell’Arte del Disegno di cui l’Ammannati fu eletto membro, e fu sempre Cosimo I a commissionargli lavori di ampliamento di Palazzo Pitti di cui disegnò la vasta corte con ordine tripartito e l’ampliamento dei giardini retrostanti. Nel 1559 vinse il concorso per la fontana del Nettuno in piazza della Signoria, grazie all’aiuto di Eleonora di Toledo, e scolpì quindi il cosiddetto “Biancone” che la sormonta.
Artista fra i più notevoli e inquieti del secolo, Ammannati fu un tipico interprete dell’intellettualismo manieristico e dell’amore per la “bella maniera” italiana, anche se, da ultimo, giunse a condannare egli stesso queste posizioni sulla base di istanze religiose e moralistiche. Sua opera romana tarda è la realizzazione del Collegio Romano per la Compagnia di Gesù, cui Ammannati si era spiritualmente legato.
È sepolto nella chiesa di San Giovannino degli Scolopi a Firenze.

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