George Szirtes

George Szirtes è nato nel 1948 a Budapest, dove si era stabilita la famiglia paterna, ebrei riformati di Boemia e Moravia. Suo nonno, operaio e autore di commedie socialisteggianti mai rappresentate, morì ad Auschwitz. Le famiglie di entrambi i genitori furono decimate durante la II Guerra mondiale;la madre di George, originaria della Transilvania ungherese, sopravvisse al campo di sterminio.
Dopo la guerra, il padre dirige un dipartimento del Ministero dell’Edilizia: la madre fa la fotografa, ma per motivi di salute ripiega sul ritocco fotografico. Nel 1956, allo scoppio della rivolta, la famiglia Szirtes fugge in Inghilterra: i genitori trovano lavoro e casa a Londra. “A diciassette anni”, racconta Szirtes, “un amico mi mostrò una poesia: mi resi subito conto che era brutta. Quella consapevolezza rivelava la possibilità di scrivere una poesia bella: sebbene non avessi idea di cosa fosse una bella poesia, sapevo che avrei passato la vita a cercare di scriverla”.
Frequenta l’Istituto d’arte dove incontra Clarissa, sua futura moglie, e conosce il poeta Martin Bell che gli insegnerà “ad ascoltare la poesia con un orecchio interiore”. Finiti gli studi, Bell lo presenta a Peter Porter. “Bell”, scherza Szirtes, “è un po’ il mio padre poetico, Porter uno zio poetico”. Con Clarissa e i loro due bambini si trasferisce nell’Hertfordshire, dove insegna e scrive.
Dal 1973 pubblica poesie su riviste e raccolte: nel 1979 esce il suo primo libro,
The Slant Door
(“La porta sghemba”), che testimonia il mutamento della sua poetica dopo il suicidio della madre nel 1975.
Seguono altri libri. “Mi sono reso conto”, narra Szirtes, “di non poter progredire senza tornare in Ungheria. Nel 1984 ecco l’occasione, e un nuovo mutamento. Tema prediletto delle mie poesie, fattesi più lunghe, è ora la storia, vista come un edificio in cui si aggirano fantasmi ossessivi”. Nel 1994 si trasferisce a Norwich, dove tiene un corso di poesia presso l’Istituto d’arte e dal 2007 insegna all’Università. Nel 2008 escono i
New and Collected Poems, l’anno seguente il saggio dedicatogli da John Sears, Reading George Szirtes.

by George Szirtes