Plinio Nomellini
Plinio Nomellini nasce a Livorno nel 1866 Nel 1875 si iscrive alla scuola d’Arte e Mestieri di Livorno e contemporaneamente ai corsi di ornato e figura tenuti dal pittore Natale Betti. Grazie al suo aiuto, nel 1885 ottiene una borsa di studio per l’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove è allievo di Giovanni Fattori, che segna profondamente la formazione del giovane Novellini. A Firenze Nomellini conosce Telemaco Signorini e Silvestro Lega, diventando uno degli esponenti della pittura macchiaiola. Nel 1890 Nomellini si trasferisce a Genova, dove si avvicina agli ambienti del socialismo rivoluzionario e, nel 1894, fonda il "Gruppo di Albaro", unitamente a un gruppo di giovani amici artisti fra i quali: Angelo Balbi, Angelo Costa, Eugenio Olivari, Federico Maragliano, Giuseppe Pannasilico. Per le sue simpatie anarchiche viene arrestato e imprigionato; ma gli amici Fattori e Signorini si battono a lungo per la sua assoluzione. Nel 1902 lascia Genova per stabilirsi a Torre del Lago, alla ricerca di pace e tranquillità, condizioni essenziali per la sua ricerca interiore. Espone alla Quadriennale di Torino e via via alle più importanti esposizioni nazionali e internazionali. Nel 1907 partecipa alla Biennale di Venezia, insieme Galileo Chini, De Albertis e Previati, allestendo la “Sala del Sogno”. Nel 1908 si trasferisce a Fossa dell’Abate (odierno Lido di Camaiore). Nomellini in questo luogo trova ciò che cercava da tempo: il mare, la natura e la tranquillità. Terminata la prima guerra mondiale, nel 1919 Nomellini si trasferisce nuovamente a Firenze, a Poggio Imperiale, effettuando negli anni successivi diversi soggiorni a Capri, all’Isola d’Elba e ad Ischia. Collabora per i quotidiani toscani «La Nazione» e «Il telegrafo». Muore a Firenze nel 1943.
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