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Marcello Scuffi
Con otto liriche ed uno scritto di Dino Carlesi


“Scrivevo anni fa, a proposito della pittura di Marcello Scuffi, che egli ‘poteva affinare ancora non dico il mestiere, che era già sapiente ma l’elaborazione concettuale che di quel mestiere era la logica premessa’ e preconizzavo che il suo lavoro non si sarebbe appiattito nella routine ma avrebbe continuato a proporre allo spettatore i ‘sussulti del dubbio costruttivo’, le esitazioni salutari – psicologiche e stilistiche – che accompagnano sempre l’atto creativo.
Scuffi ha mantenuto gli impegni con se stesso e con il suo pubblico: il suo discorso, infatti, si è arricchito di autonomia formale al punto da perdere per strada la memoria dei suoi specifici riferimenti storici, riuscendo a rimanere fedele ad un retroterra istintivo e immaginativo idoneo a far emergere i valori legati ad un suo indiscutibile talento naturale. Oggi si può affermare che Marcello Scuffi, nel labirinto non sempre nobile dell’arte toscana e italiana, si presenta come una delle voci più limpide anche se l’uomo, per sua natura, rimane legato ad una sua semplice e naturale riservatezza” (Dino Carlesi).


© Polistampa 2003, cm 21x23, pp. 48, ill. col., br., € 12,00
ISBN: 88-8304-637-4
Settore: A2 / Arte moderna e contemporanea
Altri settori: L9 / Poesia

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