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Gossip d’alta scuola
Fumetto - 01/05/2011 - Gianni Brunoro  


 
 

I rotocalchi ci hanno abituato a un sistematico spionaggio fra alcove e lenzuola, su corna e simili, con un’insistenza e un rilievo tali, che ci siamo quasi convinti trattarsi di un fenomeno più o meno esclusivamente attuale. Adelio Galimberti, docente, artista e poligrafo, ci fa invece toccare con mano un’altra realtà, ossia che il fenomeno è sostanzialmente sempre esistito, ma egli focalizza specificamente «amore ed erotismo nella vita e nelle opere degli artisti del Cinquecento», che è il sottotitolo di questo suo disinibito saggio. E nello scorrerne le pagine, si trovano le premesse concettuali a varie opere a fumetti di vari autori che hanno affrontato temi erotici di altri tempi, come per esempio Manara o Giardino. I quasi trenta scorrevoli capitoli del saggio affrontano temi come «La donna che Raffaello amò “fino alla morte”», o «L’omosessualità di Leonardo da Vinci»,o «Le polemiche sui nudi di Michelangelo» e così via, evidenziando come nel mondo artistico di quel periodo era diffusissima quella che si potrebbe chiamare una diffusa licenziosità: amori etero- e omosessuali, fra gli artisti, le modelle, le mogli altrui, i “garzoni” (ossia i maschi usati come aiutanti, come modelli e come... amanti). Ne risulta una dotta dissertazione, tanto seria nella sostanza (ricchissima di rimandi in nota a centinaia di opere) quanto narrativamente lieve e accattivante, e ricchissima di stimolanti rivelazioni. Si potrebbe dire un libro di gossip di alto borgo, visto che riguarda personalità artistiche di un periodo estremamente fecondo della nostra storia dell’arte. Ma le molte illustrazioni delle loro opere costituiscono una specie di dimostrazione delle loro “marachelle” erotiche. Ciò che connota il saggio come un’opera dotta, capace di far luce su angoli in ombra molto poco approfonditi nella storiografia ufficiale del mondo artistico.

Carlo Adelio Galimberti
Mogli, garzoni e amanti